Rifacimento facciata

rifacimento facciata

Rifacimento facciata: un intervento che pressoché tutti i proprietari di case, prima o poi, si trovano in condizione di prendere in considerazione.

Questo può limitarsi ad un rifacimento parziale, nei casi in cui la stessa venga periodicamente sottoposta ad interventi manutentivi.

Molto più frequente è il caso in cui la scelta vada a cadere su di un rifacimento totale, perché in un tempo che si è fatto frenetico gli impegni si succedono in continuazione e gli interventi manutentivi, se non ritenuti veramente urgenti, vengono continuamente rimandati fino a che…

Fino a che, anche in assenza di problemi più importanti, ci si rende conto che l’edificio in cui si trascorre buona parte della propria esistenza ed al cui interno si sono dedicate tante cure, è comodo, piacevole ma ha un brutto aspetto.

La facciata della nostra dimora parla di noi, in parte ci rappresenta

E pressoché tutti amiamo il bello. Amiamo goderlo e nello stesso tempo ci piace che venga apprezzato quando lo offriamo allo sguardo altrui.

Senza contare l’aspetto più prosaicamente economico. Un edificio con facciata ammalorata acquista un incremento di valore sensibilmente superiore alla spesa sostenuta per restituirgli l’originaria bellezza.

Peraltro proprio quest’ultimo aspetto, il valore delle cose fra le quali il denaro, non può che essere uno stimolo ad affrontare con attenzione ed oculatezza il rifacimento facciata inerente il proprio stabile.

Capita, talvolta, di vedere facciate realizzate recentemente ma che già presentano problemi quali: il dilavamento del colore, l’apparizione di macchie di umidità, un antiestetico effetto ragnatela, etc.

C’è un solo modo per evitare che ciò accada: nel momento in cui si intende procedere al rifacimento facciata dedicarsi con cura alla selezione dell’impresa cui si dovrà poi affidare il lavoro.

Un’impresa capace di testimoniare, con referenze visibili attraverso sopralluogo, di essere in possesso delle competenze necessarie per realizzare l’intervento a regola d’arte, avvalendosi di muratori qualificati.

Non mancano infatti le imprese edili che si presentano esponendo ciò che sanno fare ma, come recita un vecchio adagio: fra il dire ed il fare.

Per contro non sono poche quelle che possono invece vantare esperienza, correttezza e serietà.

Raccogliere un po’ di informazioni, chiedere che venga fornita qualche referenza, interrogare qualche amico che opera nel settore, etc, sono attività che richiedono di investire un po’ di tempo destinato, poi, ad essere ben ripagato.

Da parte nostra abbiamo un modo di procede ormai consolidato che prevede i seguenti passaggi:

  • Ispezione e valutazione dello stato della facciata in essere
  • Rimozione di vecchi rivestimenti, in tutto od in parte, da valutare caso per caso unitamente al direttore dei lavori che, ricordiamolo, deve avere un atteggiamento costruttivo ma non deve essere “amico” dell’impresa perché il suo compito è quello di tutelare l’interesse del committente.
  • Preparazione della superficie
  • Disponibilità alla collaborazione, se apprezzata dal direttore dei lavori cui comunque spetta l’ultima parola, nella valutazione e scelta del nuovo rivestimento, dei materiali da adottare e di qualsiasi ulteriore accorgimento dovesse apparire necessario in quello specifico caso.
  • Applicazione di quanto concordato
  • Trattamento e protezione della facciata
  • Indicazione degli aspetti da considerare, nei decenni futuri, per valutare l’esistenza o meno della necessità di procedere ad una semplice manutenzione

Rifacimento facciata: un caso concreto

Affermato ciò riteniamo corretto presentarci in rete descrivendo un nostro intervento concreto.

Peraltro non trattandosi di un intervento recentissimo risulterà ancor più significativo per chi voglia raggiungere fisicamente l’edificio, prendendone in tal modo visione dal vivo.

Ovviamente, a richiesta, non avremo difficoltà a fornire ulteriori referenze e ad effettuare sopralluoghi presso altri lavori.

L’intervento, del quale, di seguito, descriviamo i vari passaggi ha riguardato il Rifacimento dell’intonaco esterno di un bell’edificio, costruito all’inizio del ‘900, ubicato in Via dei Colli, 177 a La Spezia.

Nella fase preliminare, dopo sopralluogo, abbiamo presentato il nostro preventivo sulla base del computo metrico redatto dal progettista, Ing. Paolo Ceccarelli che aveva ottenuto anche l’incarico di direttore dei lavori.

Nello stesso tempo, l’ingegnere, si stava occupando di ottenere i necessari permessi dagli uffici comunali ed, in virtù del vincolo esistente su questa pregevole costruzione, anche dalla soprintendenza.

Una volta ottenuto ogni assenso per dar corso al cantiere, ci siamo rivisti con la committenza ed il direttore lavori per concordare ogni ulteriore dettaglio: tempi di realizzazione, collocazione area di cantiere, etc.

Siamo quindi partiti con la fase operativa del vero e proprio intervento di manutenzione ordinaria.

Sopralluogo e analisi visiva della facciata

Durante il sopralluogo, attraverso un semplice esame visivo, avevamo già accertato che l’intonaco in essere era composto da calce e cemento miscelati con sabbia, la cosiddetta malta bastarda (vedi nota).

Conseguentemente, prima di procedere fattivamente, abbiamo avuto cura di individuare materiali affini e compatibili con il supporto esistente.

Peraltro ci eravamo resi conto che alcune parti del rivestimento si trovavano ancora in buone condizioni.

Ragion per cui abbiamo subito convenuto che, quanto recuperato, sarebbe poi stato detratto dal costo dell’intervento ipotizzato. Un’operazione resa semplice, dall’egregio lavoro del professionista che aveva redatto un computo metrico in cui ogni minima operazione era stata quotata.

Le fasi dell’intervento di rifacimento della facciata

In una prima fase, attraverso il metodo della battitura manuale con martelletto, abbiamo localizzato, quantificandole, le parti di facciata ammalorata.

A tal punto, utilizzando la cautela necessaria a non danneggiare le porzioni circostanti in buono stato e la muratura sottostante, abbiamo rimosso le parti di intonaco giudicate irrecuperabili, fino a raggiungere uno strato solido, in grado di garantire la tenuta delle successive lavorazioni.

Quindi abbiamo dato seguito ad una pulizia e disinfezione della superficie di tutte le pareti esterne della palazzina, attraverso l’impiego di una soluzione biocida ad ampio spettro, che, seguita da più lavaggi e spazzolature, ci ha assicurato la rimozione del prodotto applicato, e, assieme ad esso, dei vari micro organismi, ormai morti.

Infine, attraverso l’impiego dell’idropulitrice, eseguite le prove necessarie a modularne pressione e temperatura in modo da tener conto delle caratteristiche del supporto murario, abbiamo eseguito un lavaggio generale teso ad asportare le parti sfarinanti e/o decoesionate oltreché i, sia pur marginali, residui di polvere e sporco.

Solo allora ha avuto inizio la vera e propria attività di rifacimento della facciata.

Bonificato il supporto…si inizia!

Verificata la completa asciuttezza degli strati sottostanti, abbiamo ripristinato le parti inizialmente mancanti e quelle da noi asportate utilizzando una malta da intonaco traspirante.

Abbiamo poi livellato la superficie con l’impiego di un frattazzino di spugna a perfetta planarità utilizzando, in questa fase, la solita malta ma con granulometria più contenuta, rispetto a quella impiegata per riempire i vuoti.

Quindi attraverso un’applicazione a pennello, saturante fino a rifiuto, abbiamo impregnato, con un prodotto consolidante, l’intera superficie della facciata.

Tale accorgimento, teso a far penetrare il prodotto in profondità, ci ha garantito una riaggregazione del materiale, agevolando una buona riuscita delle lavorazioni successive, oltreché una tenuta nel tempo del nuovo intonaco.

In ultimo, abbiamo preparato il fondo impiegando, anche questo distribuito a pennello, un prodotto minerale traspirante, a base di silicato liquido di potassio e inerti avente granulometria massima di 0,5mm., capace di eliminare ogni eventuale microcavillatura.

A tal punto non ci è rimasto altro da fare che procedere alla tinteggiatura finale dell’intera facciata nonché al rifacimento degli originari decori e, per tale attività, abbiamo impiegato una pittura minerale traspirante a base di silicato di potassio, integrato da pigmenti inorganici, resistenti alla luce ed agli agenti atmosferici.

decorazioni facciata in occasione del suo rifacimento

A intervento concluso siamo stati felici di partecipare all’ottima cena che ci è stata offerta dai committenti: una testimonianza, per noi gratificante, della loro soddisfazione.

Stai pensando adi sottoporre la facciata di casa tua a qualche tipo di intervento? Abiti in Lunigiana, a La Spezia, in val di Magra, in val di Vara o alle 5 Terre? Contattaci per un primo incontro senza impegno.

Faremo insieme valutazioni tecniche, logistiche, economiche: a prescindere da ogni altra considerazione, quello dedicato all’incontro, sarebbe, per te, un tempo ben impiegato.

Note

  1. In taluni casi, nelle malte a base di calce, quando l’esame visivo non ci garantisce sufficienti informazioni, procediamo ad effettuare un’analisi di un piccolo campione per riprodurre, e disporre quindi durante l’intervento, di una calce identica a quella originale.
  2. LA MALTA BASTARDA è una malta composta da sabbia, cemento e calce. Si tratta di un impasto che presenta una particolare resistenza al gelo ed agli agenti atmosferici per cui risulta essere particolarmente indicata quando impiegata negli intonaci esterni.

Proporzioni: 1 parte di cemento, 3 di calce, 10 di sabbia e 3 di acqua.