Tetto in piagne

Una tecnica antica e già bio edile

Il tetto in piagne è una tecnica costruttiva di bioedilizia ante litteram.

Infatti le piagne, inizialmente, sono state adottate perché reperibili in prossimità del cantiere. Ancor oggi in Lunigiana ed in Val di Vara esistono cave in grado di fornirle. Una condizione, già di per sé, pienamente compatibile con l’ambiente in virtù del contenuto consumo energetico richiesto dai pochi chilometri necessari a portarle in cantiere.

Un aspetto ambientalmente ancor più compatibile è rappresentato dalla loro durata. Le piagne sono infatti riutilizzabili per secoli, e, strano a dirsi, addirittura se ben conservate, acquistano valore con l’età.

Le piagne

Con il termine “piagne”, in Lunigiana, vengono indicate lastre irregolari di arenaria di dimensioni diverse e, avente uno spessore oscillante fra i 2 ed i tre centimetri, molto spesso affioranti dal terreno in una condizione che non necessita di alcuna opera di escavazione.

Molti borghi nel territorio compreso fra la Lunigiana, la Val di vara e la parte appenninica parmense, presentano ancora edifici caratterizzati da questo tipo di copertura. Una tecnica che, abbandonata per diversi decenni, in occasione del recupero di costruzioni in pietra, viene oggi riscoperta in virtù di alcune caratteristiche strutturali a cui poi va a sommarsi anche l’aspetto estetico.

Vantaggi della copertura in piagne

Due sono i principali vantaggi derivanti da un manto di copertura in piagne:

  1. la durata. Un tetto in piagne, infatti, se oggetto di una periodica manutenzione, ha durata plurisecolare.
  2. Il risparmio energetico. Come ormai acclarato, il tetto rappresenta la principale fonte di dispersione energetica in un edificio e, pur non essendo l’arenaria, di per sé, un materiale con caratteristiche eccezionali in fatto di isolamento, è innegabile che il triplice strato di piagne previsto dalla tecnica costruttiva tradizionale, si traduce in una maggior resistenza opposta alla penetrazione del caldo nella stagione estiva ed a quella del freddo, nella stagione invernale. Una caratteristica che ben si armonizza con il clima che caratterizza i territori in cui le piagne vengono impiegate: mai eccessivamente torrido e mai eccessivamente rigido.

Accorgimenti e saperi tramandati

Oggi in molti si propongono per realizzare tetti in piagne. Vantano capacità in merito ed, in effetti, se analizzato solo sotto il profilo estetico, il tetto in piagne non presenta eccessive difficoltà, nella sua realizzazione .

E’ opportuno però tener presente che la posa delle piagne necessita comunque di maestranze capaci di padroneggiare alcuni accorgimenti, qualora si desideri ottenere un lavoro ben fatto.

Particolare attenzione deve essere prestata alle pendenze che devono favorire lo scorrimento veloce delle acque meteoriche.

Un patrimonio di piccole accortezze non facile da acquisire e che, noi di impresa Il Lago, abbiamo fatto nostro nei primi anni ’80.

Per un non breve periodo, infatti, abbiamo recuperato i saperi necessari attraverso una umile ma fruttuosa frequentazione di alcuni vecchi ed esperti muratori, sottratti, non senza fatica, all’ozio della pensione.

Talchè oggi, solo per un principio di precauzione che può rivelarsi utile nel tempo, sotto il manto di piagne utilizzato per la copertura, posizioniamo una guaina impermeabile.

Se richiesto, peraltro, così come facevano i nostri maestri, sapremmo garantire l’assoluta impermeabilità di un tetto così fatto, anche rinunciando a posizionare tale guaina.

Sintetizzando, quindi, possiamo tranquillamente affermare che il un tetto in piagne, se realizzato con maestria, è in grado di garantire salubrità all’edificio, tenuta nel tempo e un significativo risparmio economico durante tutta la sua lunga vita.

N.B. Referenza in Lunigiana: B&B Eremo Gioioso.it

Vecchio edificio semidiroccato ma dal quale vengono recuperate le piagne
L’edificio è diroccato ma…le piagne sono state accatastate, perché recuperabili.