Rifacimento facciata

Forniamo una referenza per chi volesse vederla. Un intervento non recentissimo ma che mantiene nel tempo inalterate le proprie qualità.

Rifacimento facciata in Via dei Colli, 177 a La Spezia.

Particolare della facciata rifatta e decorata
Particolare della facciata rifatta e decorata

L’intervento ha avuto per oggetto il rifacimento della facciata di un edificio risalente ai primi decenni del ‘900.

Sopralluogo e analisi visiva della facciata*

Durante il sopralluogo, attraverso un semplice esame visivo, abbiamo accertato che l’intonaco in essere era composto da calce e cemento miscelati con sabbia, la cosidetta malta bastarda.

Conseguentemente, prima di procedere nel rifacimento della facciata, abbiamo avuto cura di individuare materiali affini e compatibili con il supporto esistente.

Le fasi dell’intervento di rifacimento della facciata

In una prima fase, attraverso il metodo della battitura manuale con martelletto, abbiamo localizzato, quantificandole, le parti di facciata ammalorata.

A tal punto, utilizzando la cautela necessaria a non danneggiare le porzioni circostanti in buono stato e la muratura sottostante, abbiamo rimosso le parti di intonaco giudicate irrecuperabili, fino a raggiungere uno strato solido, in grado di garantire la tenuta delle successive lavorazioni.

Quindi abbiamo proceduto ad una pulizia e disinfezione dell’intera superficie della facciata, attraverso l’impiego di una soluzione biocida ad ampio spettro, che seguita da più lavaggi e spazzolature, ci ha assicurato la rimozione del prodotto applicato, e, assieme ad esso, dei vari micro organismi, ormai morti.

Infine, attraverso l’impiego dell’idropulitrice, eseguite le prove necessarie a modularne pressione e temperatura idonee per il supporto oggetto del nostro operare, abbiamo eseguito un lavaggio generale teso ad asportare le parti sfarinanti e/o decoesionate oltreché eventuale residua polvere e sporco.

Solo allora ha avuto inizio la vera e propria attività di rifacimento della facciata.

Bonificato il supporto…si inizia!

Verificata la completa asciuttezza degli strati sottostanti, abbiamo ripristinato le parti inizialmente mancanti e quelle da noi asportate attraverso l’impiego di una malta da intonaco traspirante.

Abbiamo poi livellato la superficie con l’impiego di un frattazzino di spugna a perfetta planarità e utilizzando la solita malta ma con granulometria più contenuta, rispetto a quella impiegata per riempire i vuoti.

l'edificio dopo il rifacimento della facciata
l’edificio dopo il rifacimento della facciata

Quindi attraverso un’applicazione a pennello, fino a rifiuto, abbiamo impregnato, con un prodotto consolidante, l’intera superficie della facciata.

Tale accorgimento, teso a far penetrare il prodotto in profondità, ci ha garantito una riaggregazione del materiale, agevolando una buona riuscita delle lavorazioni successive, oltreché una tenuta nel tempo della nuova facciata ripristinata.

In ultimo, abbiamo preparato il fondo, anche con la posa in opera a pennello di un prodotto minerale traspirante, a base di silicato liquido di potassio e inerti con granulometria massima di 0,5mm.,in grado di eliminare ogni eventuale microcavillatura.

Quindi, abbiamo proceduto alla tinteggiatura finale dell’intera facciata nonché al rifacimento degli originari decori, impiegando una pittura minerale anch’essa traspirante a base di silicato di potassio, integrato da pigmenti inorganici resistenti alla luce ed agli agenti atmosferici.

Note

  1. In taluni casi, nelle malte a base di calce, quando l’esame visivo non ci garantisce sufficienti informazioni, procediamo ad effettuare un’analisi di un piccolo campione per riprodurre, e disporre quindi durante l’intervento, di una calce identica a quella originale. 

  2. LA MALTA BASTARDA e’ una malta composta da sabbia, cemento e calce. E’ un impasto che presenta una particolare resistenza al gelo ed agli agenti atmosferici per cui e’ particolarmente indicata per gli intonaci esterni.

Proporzioni: 1 parte di cemento, 3 di calce, 10 di sabbia e 3 di acqua.