Rifacimento facciata

Rifacimento facciata in Via dei Colli, 177 a La Spezia
Rifacimento facciata in Via dei Colli, 177 a La Spezia

Capita, talvolta, di vedere facciate realizzate recentemente ma che già presentano problemi quali: il distaccamento di parti di pellicole, il dilavamento del colore, l’apparizione di macchie di umidità, un antiestetico effetto ragnatela, etc.

C’è un solo modo per evitare tutto ciò: affidare il lavoro ad imprese che si avvalgono di muratori in possesso delle competenze necessarie per realizzarlo a regola d’arte.

Molte imprese edili si presentano esponendo ciò che sanno fare ed in molti casi esiste una corrispondenza fra il dire ed il fare. Talvolta però…non è così!

Per questo la nostra scelta è quella di presentarci in rete, descrivendo un nostro intervento concreto.

Peraltro non trattandosi di un intervento recentissimo risulterà ancor più significativo per chi voglia raggiungere fisicamente l’edificio, prendendone in tal modo visione dal vivo.

Ovviamente, a richiesta, non avremo difficoltà a fornire ulteriori referenze e sopralluogare altri lavori.

L’intervento, del quale, di seguito, descriviamo i vari passaggi ha riguardato il Rifacimento dell’intonaco esterno di un bell’edificio, costruito all’inizio del ‘900, ubicato in Via dei Colli, 177 a La Spezia.

Nella fase preliminare, abbiamo presentato il nostro preventivo sulla base del computo metrico redatto dal progettista, Ing. Paolo Ceccarelli, che, nel frattempo, si è occupato di ottenere i necessari permessi dagli uffici comunali ed, in virtù del vincolo esistente su questa pregevole costruzione, anche dalla soprintendenza.

Una volta concordato ogni dettaglio con il committente: costi, tempi di realizzazione, collocazione area di cantiere, etc, siamo partiti con la fase operativa del vero e proprio intervento di manutenzione ordinaria.

Sopralluogo e analisi visiva della facciata

Durante il sopralluogo, attraverso un semplice esame visivo, abbiamo accertato che l’intonaco in essere era composto da calce e cemento miscelati con sabbia, la cosidetta malta bastarda (vedi nota).

Conseguentemente, prima di procedere fattivamente, abbiamo avuto cura di individuare materiali affini e compatibili con il supporto esistente.

Le fasi dell’intervento di rifacimento della facciata

In una prima fase, attraverso il metodo della battitura manuale con martelletto, abbiamo localizzato, quantificandole, le parti di facciata ammalorata.

A tal punto, utilizzando la cautela necessaria a non danneggiare le porzioni circostanti in buono stato e la muratura sottostante, abbiamo rimosso le parti di intonaco giudicate irrecuperabili, fino a raggiungere uno strato solido, in grado di garantire la tenuta delle successive lavorazioni.

Quindi abbiamo dato seguito ad una pulizia e disinfezione della superficie di tutte le pareti esterne della palazzina, attraverso l’impiego di una soluzione biocida ad ampio spettro, che, seguita da più lavaggi e spazzolature, ci ha assicurato la rimozione del prodotto applicato, e, assieme ad esso, dei vari micro organismi, ormai morti.

Infine, attraverso l’impiego dell’idropulitrice, eseguite le prove necessarie a modularne pressione e temperatura in modo da tener conto delle caratteristiche del supporto murario, abbiamo eseguito un lavaggio generale teso ad asportare le parti sfarinanti e/o decoesionate oltrechè i, sia pur marginali, residui di polvere e sporco.

Solo allora ha avuto inizio la vera e propria attività di rifacimento della facciata.

Bonificato il supporto…si inizia!

Verificata la completa asciuttezza degli strati sottostanti, abbiamo ripristinato le parti inizialmente mancanti e quelle da noi asportate utilizzando una malta da intonaco traspirante.

Abbiamo poi livellato la superficie con l’impiego di un frattazzino di spugna a perfetta planarità utilizzando, in questa fase, la solita malta ma con granulometria più contenuta, rispetto a quella impiegata per riempire i vuoti.

Quindi attraverso un’applicazione a pennello, saturante fino a rifiuto, abbiamo impregnato, con un prodotto consolidante, l’intera superficie della facciata.

Tale accorgimento, teso a far penetrare il prodotto in profondità, ci ha garantito una riaggregazione del materiale, agevolando una buona riuscita delle lavorazioni successive, oltrechè una tenuta nel tempo del nuovo intonaco.

In ultimo, abbiamo preparato il fondo, anche con la posa in opera, anche questa a pennello, di un prodotto minerale traspirante, a base di silicato liquido di potassio e inerti avente granulometria massima di 0,5mm., in grado di eliminare ogni eventuale microcavillatura.

A tal punto non ci è rimasto altro da fare che procedere alla tinteggiatura finale dell’intera facciata nonché al rifacimento degli originari decori e, per tale attività, abbiamo impiegato una pittura minerale traspirante a base di silicato di potassio, integrato da pigmenti inorganici, resistenti alla luce ed agli agenti atmosferici.

Nella foto appaiono un gabbiano e luna finestra ma, in realtà, sono solo un inganno dell'occhio opera della nostra, brava, decoratrice
Il gabbiano e la finestra sono un inganno dell’occhio realizzato dalla nostra decoratrice

Note

  1. In taluni casi, nelle malte a base di calce, quando l’esame visivo non ci garantisce sufficienti informazioni, procediamo ad effettuare un’analisi di un piccolo campione per riprodurre, e disporre quindi durante l’intervento, di una calce identica a quella originale.
  2. LA MALTA BASTARDA è una malta composta da sabbia, cemento e calce. Si tratta di un impasto che presenta una particolare resistenza al gelo ed agli agenti atmosferici per cui risulta essere particolarmente indicata quando impiegata negli intonaci esterni.

Proporzioni: 1 parte di cemento, 3 di calce, 10 di sabbia e 3 di acqua.