L’intonaco

L’edilizia a Spezia

L'edilizia a Spezia, oggi, in molti casi non avrebbe l'approvazione di Vitruvio
L’edilizia a Spezia, oggi, in molti casi non avrebbe l’approvazione di Vitruvio

L’edilizia a Spezia ha sempre potuto avvalersi di ottime maestranze.

Lavoratori della Val di Vara, della Lunigiana, delle 5 terre hanno contribuito a realizzare gli edifici più belli della città.

Oggi, purtroppo, quella tradizione si va perdendo.

Complice la crisi ed il fenomeno migratorio non è infatti raro imbattersi in gente di buona volontà ma non sostenuta da altrettante capacità che si ingegnano nel settore dell’edilizia a Spezia.

Peraltro non è neppure raro poterne constatare le conseguenze.

Dove esse appaiono con maggiore evidenza è negli intonaci.

L’intonaco

L’intonaco, infatti, non è una attività banale come molti vorrebbero far credere.

Basta guardarsi intorno per capirlo.

Nei nuovi edifici non è infrequente vedere intonaci con cavillature o piccole fessure che, in assenza di problemi strutturali, trovano la loro giustificazione solo nell’approssimazione esecutiva con cui l’intervento è stato affrontato.

La tecnica dell’intonaco, del resto, è antichissima e si è tramandata nei secoli con buoni risultati.

Non ci sarebbe stato molto da inventare.

E per 3000 anni così è stato.

Poi l’industria del cemento ha messo in campo i suoi agguerriti agenti del marketing, cui si è aggiunta una esasperata attenzione ai costi immediati e, come già scritto, una non sempre adeguata preparazione tecnica da parte degli operatori edili.

A causa di questi tre fattori, viene spesso sottovalutato il valore degli intonaci tradizionali, ancor oggi, dopo secoli, belli a vedersi.

La calce, da sempre legante principe negli intonaci, è stata progressivamente marginalizzata e sostituita dal cemento.

Materiale che a differenza della prima non agevola la traspirabilità della massa muraria e, non di rado, contribuisce quindi al manifestarsi, in tempi brevi, di problemi estetici più o meno significativi.

Inoltre nel promuovere questo nuovo modo di operare è stata trascurata una caratteristica indispensabile nell’intonaco: la deformabilità.

Una qualità che si rivela preziosa per consentire i piccoli adattamenti necessari, quando, quindi sempre, l’intonaco riveste materiali diversi dallo stesso ma anche diversi fra loro.

Con diversi coefficienti di dilatazione.

Il grassello di calce

Ed ecco spiegato un altro motivo per cui in passato si utilizzava il grassello di calce, in questo tipo di lavorazioni.

I leganti che lo compongono infatti gli conferiscono la necessaria plasticità.

In grado di assecondare gli assestamenti inevitabili in ogni nuova costruzione, ma anche le dilatazioni e contrazioni dovute alle escursioni termiche, etc.

Questa caratteristica sarebbe oggi ancor più utile che in passato.

Infatti la varietà di materiali impiegati è andata via via incrementandosi.

L’esempio più comune è quello dei pilastri in cemento armato ed i muri di tamponamento in laterizio che, ovviamente, rispondono in maniera diversa alle varie sollecitazioni e necessiterebbero quindi di un rivestimento deformabile, in grado di seguirne i movimenti.

Ma non tutti i problemi sono ascrivibili alla scelta del materiale.

Esiste anche un problema tecnico, di esecuzione.

Spesso originato dal desiderio di realizzare economie contraendo i tempi di lavorazione.

Talaltra dovuto invece solo dalla mancanza delle conoscenze di base della muratura.

L’errore più diffuso in questo ambito è l’assenza di bagnatura del supporto.

E’ chiaro che un intonaco eseguito a regola d’arte può avere un costo leggermente superiore rispetto ad un intonaco fatto senza rispettare le necessarie precauzioni.

Ma è altrettanto evidente che i pochi euro risparmiati in fase di esecuzione dovranno poi essere ripagati con abbondanti interessi per mettere mano agli inevitabili interventi manutentivi che non tarderanno a rendersi necessari.

Le buone regole

Riassumiamo quindi le regole che dovrebbero essere osservate per realizzare un intonaco ben fatto:

A) evitare di realizzarlo nelle giornate in cui le temperature sono troppo elevate o particolarmente ventose.

B) realizzare l’intonaco almeno a tre strati (rinzaffo, corpo e finitura)

C) applicare lo strato di corpo e finitura solo ad avvenuta maturazione dello strato di rinzaffo

D) bagnare l’intonaco per qualche giorno

A chi come noi crede che l’edilizia a Spezia possa ritornare ad essere attività da professionisti chiediamo di unirsi a noi nel trasmettere questo messaggio: a far le cose fatte bene non ci vuole molto…solo un pò di tempo in più di quello che si impiega a farle male!