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Superbonus 110% e cappotto termico

Una tipologia di cappotto termico
Una tipologia di cappotto termico

Superbonus e cappotto termico, per ciò che riguarda la componente Ecobonus (anche il Sismabonus rientra all’interno del Supebonus ma in questo caso, il cappotto termico è estraneo al suo ottenimento), sono pressoché inscindibili.

Piatto ricco mi ci ficco!

Enel, Iren, Snam e molti altri, che hanno visto nel SuperBonus un’ottima opportunità per rimpolpare i propri bilanci, si stanno proponendo per realizzare gli interventi necessari ad ottenerlo, il principale dei quali è, appunto, il cappotto termico.

Non credo di svelare un mistero affermando che quello edile non è il settore in cui i soggetti sopra indicati, hanno finnora maturato la propria esperienza.

In effetti la loro proposta, più che tecnicamente, viene argomentata quale semplificatrice di un percorso non privo di qualche tortuosità, nel suo svolgersi procedurale.

In alcuni casi l’appeal è forte. Pensiamo ai condomini numerosi.

Per il povero amministratore è certamente un sollievo doversi rapportare con un unico interlocutore.

Specialmente, là, dove i condomini stentano a trovare un clima di costruttiva armonia, blindare la scelta all’interno di un contratto iniziale che lasci poco spazio a successive modifiche, anche se migliorative, è, se non la migliore, forse l’unica possibilità di portare a conclusione l’operazione.

Per interventi di portata più limitata, però, il modo di procedere è diverso.

Villette singole, villette bifamiliari e villette a schiera sembrano non rivestire interesse per i grossi players. Peraltro non è detto che, in questi casi, non sia possibile intervenire rendendo semplice e scorrevole l’intero processo.

Però…con un punto fermo dal quale non derogare: quello di non sacrificare nulla in merito all’aspetto tecnico.

A tal fine ti invitiamo a consultare qui l’organizzazione che ci siamo dati per dare risposta alle specifiche esigenze di chi è interessato al Superbonus.

Il cappotto termico merita più attenzione del …

Del resto, dovendo acquistare un cappotto per noi che, complici le mode e talvolta il cambio di taglia siamo destinati ad indossare per pochi anni, ci rivolgiamo a chi mostra di avere competenze in tal senso. Non il fornaio o l’idraulico bensì il sarto o un negozio di abbigliamento.

Perché, quindi, non dovremmo avere ancor più cura nel trovare la miglior soluzione per il cappotto termico di casa nostra, un intervento dei cui benefici dovremmo poter godere per almeno un quarto di secolo?

Invece non è difficile appurare che molta dell’attenzione è dedicata ad altri aspetti.

Il fornitore, vede nel Superbonus e nel cappotto termico un’opportunità di profitto mentre il committente è focalizzato sul percorso da affrontare per ottenere il beneficio.

Molto ci si sofferma sulle pratiche, sul contratto, sulle procedure e molto meno sulle tecnologie, sui materiali da impiegare, sull’analisi della situazione concreta. Un passaggio delicato, indispensabile per procedere poi alla scelta migliore.

Infatti, pressoché in ogni conversazione, si parla genericamente di cappotto senza considerare che sotto tale denominazione albergano soluzioni anche molto diverse fra di loro. Vediamole.

I materiali del cappotto termico

Materiali di origine sintetica

Lastre isolanti di poliuretano
lastre isolanti di sughero
lastre isolanti in polistirene

Una prima distinzione da farsi è quella relativa ai materiali. Per raggiungere l’obiettivo desiderato, infatti, possono essere impiegati materiali di origine sintetica ad esempio l’estruso XPS o il sintetico EPS, entrambe compresi nella famiglia del polistirene.

Materiali naturali

Oppure c’è l’alternativa ecologica: calce e sughero, calce e canapa, fibra di legno, lolla di riso, etc.

Calce e sughero per un cappotto salubre
Calce e sughero per un cappotto salubre

Le facciate ventilate

Sezione di facciata ventilata

Infine esiste anche la possibilità di realizzare facciate ventilate. In questo caso la traspirazione dell’edificio non è affidata tanto alla composizione del materiale quanto alla tecnica impiegata: la formazione di una camera d’aria fra elementi di facciata e pareti interne.

Essendo, però, questa tecnologia adatta ad edifici con ampie superfici da rivestire, non riteniamo necessario dedicarle spazio in questa pagina.

Differenze fra le varie soluzioni

I materiali di origine naturale, per raggiungere un grado di isolamento pari a quelli che hanno invece origine sintetica, richiedono spessori più importanti.

Inoltre, costano di più. Quest’ultimo, però, nell’attuale contingenza, non è un grosso problema perché comunque non è impossibile riuscire a farli rientrare interamente nel finanziamento garantito dal Superbonus 110%.

Di contro sono certamente più salubri. Pur riducendo la dispersione energetica consentono all’edificio di respirare. Una condizione che con l’impiego di materiali sintetici, spesso può essere acquisita solo attraverso l’implementazione di un apparato VMC (Ventilazione Meccanica Controllata).

La soluzione migliore…non esiste!

Qual’è, quindi, la soluzione migliore? Non esiste una soluzione migliore in assoluto!

Ognuna ha aspetti positivi ma anche criticità. Non c’è e non potrà mai esserci una soluzione che possa definirsi la migliore in qualsiasi condizione d’impiego.

Questo è il motivo per cui diventa necessario avvalersi di competenze capaci di individuare caso per caso la specifica tipologia di materiale da adottare. Quello adatto al contesto in cui dovrà essere applicata.

Il resto poi, le pratiche, le procedure, pur da non sottovalutarsi non rappresentano un soverchio problema.

A tal fine, qualora lo si desideri, disponiamo anche delle competenze necessarie, un team di commercialisti, ad occuparsi di ogni aspetto burocratico/amministrativo e fiscale.

Consultaci ti accompagneremo, senza problemi, ad ottenere il miglior risultato non solo economico ma…anche tecnico!

Per info in Lunigiana: Marco Leonardi 3663596472

Per info a La Spezia: Marco Maccioni 3312173647

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