La casa ? un luogo di affetti e relazioni se ancorata al territorio.

La casa ? una parte dell’anima

Si chiama M.A.DI., modulo abitativo dispiegabile, ed ? una casa prefabbricata che si monta in sole 6 ore.

modulo casa smontabile

L’architettura fornisce risposte: spesso giuste, efficienti, apprezzabili…da un punto di vista tecnico.

Sovente all’emergere di un bisogno il mercato si attiva nel trovare le soluzioni in grado di soddisfarlo.

Si preoccupa di progettare cose destinate a funzionare.

Ma sempre di pi? analizzandole solo dal punto di vista tecnico.

Elaborate appunto da specialisti: ingegneri, architetti, progettisti.

C’? un compito per? che dovrebbe trascendere gli specialismi e che dovrebbe investire tutti noi: quello di porci le domande.

Per esempio non si pu? non apprezzare questa casa smontabile e la casa smontabile realizzatarimontabile ma allo stesso tempo non dovremmo disinteressarci della filosofia che lo sostiene.

Una visione del mondo in cui l’uomo ? visto quasi esclusivamente come fattore produttivo, destinato a spostarsi la dove la produzione lo richiede.

Deprivato dei suoi legami affettivi, relazionali, sradicato dalle sue radici culturali.

Un essere destinato a vivere privo di diritti duraturi ed in balia di un mercato che, di volta in volta, lo induce ad inseguire un’opportunit? di lavoro caratterizzata da un’unica certezza: la precariet?.

Sempre peggio remunerata perch? appunto creata seguendo la logica della massimizzazione dei profitti che, come si sa, trovano una condizione per il loro accrescimento nella compressione dei salari.

La casa rimaneva un ancoraggio. Una sorta di resistenza a questo nomadismo imposto.

Con la casa smontabile, ora, ci si attrezza a destrutturare anche quest’ultima increspatura tesa ad ostacolare la fluttuazione del lavoro sull’intero globo.

Ovviamente questo ? solo un primo modello.

Ancora un po’ ingombrante. Imperfetto. Altri ne seguiranno: in kit di montaggio acquistabili da Ikea, gonfiabili e ordinabili su Amazon, etc. etc.

In un mondo in cui l’uomo ? al servizio dell’economia questo percorso appare ragionevole.
Ma non sarebbe forse il caso di pensare ad invertire le gerarchie?

Pensare ad un mondo in cui l’economia venga assoggettata ad un obiettivo pi? importante: quello di contribuire a dare ad ogni uomo la possibilit? di una vita ricca di relazioni umane e sociali ed affrancata dalle paure di una precariet? vissuta come un destino ineluttabile?

Ed allora anche le case continueranno ad essere studiate per far s? che le loro fondamenta siano solidali con quelle degli uomini e delle donne che le abitano.

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